35 anni di Ötzi: una scoperta che non smette di stupire
Era il 19 settembre 1991 quando Erika e Helmut Simon, sul Giogo di Tisa, fecero una scoperta di cui nessuno, in quel momento, poteva ancora immaginare la portata: dal ghiaccio affiorarono i resti mummificati di un uomo. Ben presto emerse che quel corpo aveva più di 5.000 anni. Ötzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio, anche noto come l’Uomo del Simulaun, sarebbe diventato uno dei reperti archeologici più importanti del nostro tempo.
A 35 anni dal ritrovamento di Ötzi, la ricerca non si ferma
L’unicità di Ötzi non risiede soltanto nel suo eccezionale stato di conservazione, ma anche nel fatto che, insieme ai suoi indumenti e al suo equipaggiamento – giunti fino a noi quasi completamente intatti – fornisce un’istantanea della vita nell’Età del rame.
A 35 anni dalla sua scoperta, l’Uomo del Similaun tiene ancora impegnato il mondo della ricerca. Nuovi metodi scientifici consentono di acquisire di continuo nuove conoscenze non soltanto in ambito archeologico, ma anche nei campi della medicina, della genetica, della biologia e di numerose altre discipline. Finora oltre 900 ricercatrici e ricercatori di tutto il mondo hanno contribuito allo studio del complesso del ritrovamento, dando vita a centinaia di pubblicazioni scientifiche.
Sette milioni di visitatori
Anche l’interesse del pubblico per l’Uomo venuto dal ghiaccio non accenna a diminuire. Dalla sua apertura nel 1998, il Museo Archeologico dell’Alto Adige, dove Ötzi è custodito, ha attirato oltre sette milioni di visitatrici e visitatori.
Al fine di garantire la continuità del servizio anche in futuro, la conservazione della mummia riveste un ruolo fondamentale. Nella sua cella frigorifera, Ötzi viene conservato a meno sei gradi e a un’umidità di circa il 99%. Lo speciale impianto frigorifero, in funzione dal 1998, sarà rinnovato il prossimo anno e adeguato ai più recenti standard tecnologici.
Al contempo, lo sguardo è già rivolto ai prossimi decenni: una sede museale più ampia offrirà in futuro più spazio al complesso del ritrovamento di Ötzi, all’archeologia dell’Alto Adige e, naturalmente, al pubblico.
Sopravvivere nell’Età della pietra
In occasione del 35° anniversario della scoperta, il 19 settembre il Museo propone una giornata “Survival in stile Ötzi” nei dintorni di Perca. Accompagnati da un esperto di sopravvivenza nonché specializzato in Età della pietra, i partecipanti potranno sperimentare in prima persona quali conoscenze e abilità erano indispensabili migliaia di anni fa per sopravvivere. Iscrizioni entro il 18 settembre 2026, ore 12.
Foto:
Ricostruzione di Ötzi, l'uomo venuto dal ghiaccio da Alfons e Adrie Kennis (2011) nel Museo Archeologico dell'Alto Adige (c) Museo Archeologico dell'Alto Adige / foto-dpi.com